Adolescenti
Sostegno psicologico e psicoterapia
Il percorso terapeutico con gli adolescenti è caratterizzato da due o tre colloqui preliminari per approfondire la problematica presentata e delineare la presa in carico. Conclusa la fase iniziale, si concordano obiettivi e modalità del percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico. Nel caso di adolescenti minorenni, è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori per l’avvio del percorso e la loro disponibilità a partecipare a possibili incontri individuali e/o congiunti all’interno della terapia.
L’adolescenza è per noi un periodo di vita straordinario in cui potersi sperimentare attraverso delle novità che possono essere vissute come travolgenti.
In questo periodo di vita risultano centrali alcune domande che gli adolescenti si pongono come: chi sono davvero? Che cosa voglio fare? Che direzione voglio prendere? Come mi vedono gli altri?
Per rispondere provano a definirsi allontanandosi da ciò che è familiare e sicuro per andare incontro a qualcosa di ignoto e ciò può suscitare un profondo senso di incertezza. Per questo motivo spesso gli adolescenti e i loro genitori sono disorientati di fronte ai cambiamenti corporei, affettivi, sociali e cognitivi che possono avvenire in questa fase di vita. Le modificazioni cerebrali che caratterizzano gli adolescenti riguardano diversi aspetti come la memoria, il pensiero riflessivo e il ragionamento, i processi decisionali e la modalità di relazionarsi con gli altri. Come propone Daniel Siegel nel libro “La mente adolescente”, ciò predispone la comparsa di quattro caratteristiche mentali come la ricerca di novità, il coinvolgimento sociale, una maggiore intensità emotiva e l’esplorazione creativa.
Gli adolescenti che incontriamo possono sentirsi confusi, tristi, arrabbiati, spaventati, fuori controllo, disorientati, soli.
Sono più spaventati da quello che non conoscono e che non riescono a controllare che dalla sofferenza. Possono vivere con disagio le relazioni con i coetanei (timidezza, rabbia, svalutazione, difficoltà a fidarsi degli altri), difficoltà nel campo affettivo, disagi rispetto al proprio corpo, tensioni con i genitori, problematiche a scuola.
Per questi motivi, vivendo emozioni in modalità intensa, possono attuare comportamenti considerati a rischio relativi alla sessualità, all’uso di sostanze stupefacenti o alcool, alla rabbia agita, oppure autolesivi e devianti.
Al contrario ci può essere una tendenza all’isolamento (con difficoltà ad uscire di casa, chiusura in se stessi) e/o la comparsa di disturbi d’ansia, affettivi, somatici (mal di testa, bruciore di stomaco, ovvero stati di malessere fisico per cui è stata constatata, ad esempio dal medico curante l’assenza di una causa organica alla base).